Nella mattinata di oggi si è svolta, sotto la tettoia del vecchio imbarcadero di Intra, la cerimonia di commemorazione del 10 febbraio, giornata dedicata dal 2004 al ricordo di tutte le vittime delle foibe e agli esuli delle terre giuliano, dalmata e istriani.
Il saluto di benvenuto a tutti i convenuti è stato rivolto da Fabio Volpe presidente del Comitato 10 Febbraio di Verbania che ha ringraziato le associazioni d’arma (Polizia, Carabinieri, Aeronautica), il Nastro Azzurro, gli alpini delle delegazioni di Verbania e Cannobio, i Carabinieri e la Guardia di Finanza dei nuclei di Verbania, il vice questore Francesco Di Piazza, i Vigili del Fuoco, la polizia locale con agenti e il comandante Andrea Cabassa, il sindaco di Verbania Giandomenico Albertella con gli assessori Luciano Paretti e Daniele Capra, Gianmaria Minazzi in rappresentanza della provincia del VCO, il sottosegretario Alberto Preioni per la regione Piemonte, il consigliere Aldo Genovesi per il comune di Cambiasca, il sindaco di Loreglia Paolo Marchesa Grandi, la Squadra Nautica di Verbania, una classe di VCO Formazione e la consulta degli studenti.
È quindi intervenuto il sindaco Albertella che nel suo discorso ha tra l’altro ricordato, rivolgendosi principalmente agli studenti e alle studentesse presenti, come la memoria sia un punto di forza per non dimenticare, ma soprattutto per far sì che non si ripetano gli errori che la storia ci tramanda, auspicando che diventino essi stessi artefici di questa importante missione.
Di seguito il saluto della Provincia del VCO con le parole di Gianmaria Minazzi che ha ricordato come il riconoscimento del dramma delle foibe e dell’esodo delle popolazioni dell’alto Adriatico sia giunto tardivo, ma dev’essere un’occasione trasversale di riflessione e superamento delle disuguaglianze.
Nel suo intervento Alberto Preioni ha ricordato le crudeltà subite dalle popolazioni istriane, dalmate e giuliane ad opera dei “titini”, i partigiani di Tito, artefici di una vero e proprio tentativo di pulizia etnica.
Il vice presidente del C10F di Verbania Francesco Sirtori ha quindi riassunto l’excursus della legge 92 che nel 2004 ha istituito la giornata del ricordo, dando risalto alla figura di Norma Cossetto e a tutte quelle persone che furono infoibate, talvolta ancora vive.
Dopo un breve intervallo durante il quale Stephan Frau con il suo violino si è esibito nell’Ave Maria di Schubert, la signora Elena Giudici, esule che vive a Verbania da cinquant’anni, ha raccontato alcuni fatti del febbraio 1947 quando lei, bimba di otto anni e la sua famiglia, salirono a bordo del piroscafo Toscana per sfuggire alla furia dei titini; ha trasmetto a tutti le emozioni provate dagli esuli, le difficoltà che incontrarono anche in territorio italiano dove non sempre furono ben accolti ed aiutati. Molti fatti sono documentati dai diari che suo fratello maggiore ha quotidianamente ed accuratamente redatto e ai quali lei stessa si è rifatta per divulgare quando accaduto.
Al termine di questo toccante intervento, il corteo dei partecipanti si è diretto al monumento presso il parco Cavallotti dove, sulle note del Silenzio suonato dal maestro Milesi, è stata deposta una rosa bianca e si è osservato un minuto di silenzio.












