


Il 18 agosto è ricorso l’anniversario della strage dimenticata di Vergarolla.
A 79 anni da quella strage il Comitato 10 Febbraio di Verbania ha voluto ricordare il più
grande attentato in territorio nazionale con l’affissione di manifesti a Verbania,
Domodossola, Omegna.
Il 18 agosto del 1946, la spiaggia di Vergarolla, a Pola, era particolarmente affollata.
Dovevano tenersi infatti le gare di nuoto per la coppa Scarioni, organizzata dalla società
nautica italiana Pietas julia.
Poco dopo le due del pomeriggio iniziò una serie di esplosioni a catena che devastarono
l’area, uccidendo più di 100 persone e ferendone molte altre. A provocare la strage fu
l’esplosione di materiale bellico disinnescato che, come fu chiarito in seguito, non era stata
accidentale.
Lo scoppio di Vergarolla segnò il momento in cui la maggior parte degli italiani in città
capirono che l’esodo non era più rimandabile e aprì altre pagine dolorose della storia del
confine a nord-est, rese ancora più amare dal fatto che, dopo tutto questo tempo, questa
strage è poco conosciuta e ricordata.
Il nostro pensiero oggi va al dott. GEPPINO MICHELETTI, chirurgo che operò 24 ore
senza interruzioni per salvare più vite umane possibile dopo che si consumò la strage più
sanguinosa nella storia dell’Italia repubblicana; mentre operava scoprì che, tra le decine di
vittime, c’erano anche i suoi due figli, Carlo e Renzo di 5 e 9 anni. E come loro ci furono
anche tantissimi altri bambini negli oltre 100 morti di quel 18 agosto 1946, ma solamente
65 salme vennero identificate poichè tanti corpi furono fatti a brandelli dall’esplosione.